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venerdì 21 dicembre 2018

Insegnare italiano in Polonia

Una strada che alcuni espatriati italiani percorrono è quella di insegnare la propria lingua all'estero.
Per quanto riguarda la lingua italiana in Polonia, la richiesta non è così scarsa come si creda. Una volta si trattava di necessità migratorie, mentre ora è forse più una questione di interesse culturale. Se il Bel Paese era prima un'attrattiva economica, ora rappresenta soprattutto una cultura ed una storia affine ed interessante per i polacchi.
Compreso quindi il pubblico al quale ci si rivolge, conviene stabilire in termini di popolazione qual'è il target.

Se siete insegnanti alle prime armi consiglio di iniziare con gruppi di scambi linguistici, come ad esempio il gruppo Facebook Language Exchange Club Krakow. Questo è un gruppo frequentato prevalentemente da giovani e gli scambi linguistici avvengono in luoghi quali bar, ristoranti e circoli di vario tipo. In questo gruppo non si cerca la remunerazione ma piuttosto la possibilità di insegnare una lingua in cambio di ricevere lezioni di altra lingua. Come opportunità è ottima in quanto ci permette di far pratica - un conto è sapere la lingua, un conto è insegnarla - e allo stesso tempo avremo insegnanti di polacco gratuiti. Questo ovviamente se incontriamo persone serie, perché i tandem linguistici sono spesso una mera scusa per conoscere nuove persone. Se insegnate italiano ad un polacco, fate tesoro dei momenti in cui tocherà a lui insegnare a voi la sua lingua. Ricordiamo che sapere la lingua madre della persona a cui insegnate una lingua straniera vi aiuta molto a capire come il vostro alunni ragiona in termini linguistici: quali sono le frasi fatte nella sua lingua, come tenderà ad esprimersi. Sappiamo tutti infatti che le traduzioni letterali suscitano sorrisi in quanto sono spesso buffe e senza senso: non traduco "shut up!" con "taci di sopra!", per intenderci. In polacco, per esempio, non ci sono articoli. Sarà quindi normale che i vostri studenti polacchi avranno molte difficoltà ad inserirli.

Se vi sentite pronti ad insegnare l'italiano a persone che diventeranno a loro volta insegnanti, interpreti o traduttori troverete nei poli universitari degli alunni polacchi interessati a ricevere qualche ora di ripetizione, o a tradurre qualche documento che solo un nativo sa capire.
In questo caso possiamo controllare in quale Università ci sono i corsi di lingua italiana, come per esempio l'Università di Varsavia o L'Università Jagellonian di Cracovia. Successivamente facciamo attenzione se ci sono bacheche dove lasciare annunci. Si sconsiglia vivamente di "inventarsele" in quanto appiccicare bigliettini in luoghi dove questo non è consentito comporta una multa che le istituzioni polacche sono ben contente di dare.

Nel momento in cui ci sentiamo pronti ad offrire un insegnamento strutturato e di qualità possiamo proporci a scuole di lingua. Queste spesso richiedono esperienza pregressa nell'insegnamento, per cui prima di partire con l'idea di lavorare in una di queste scuole si consiglia di prendere in considerazione una delle due opzioni suggerite qui sopra.
Questo blog ha collaborato con la scuola Prolog di Cracovia, dove consiglio di andare.
Detto questo, scoprirete che di scuole di lingua solo a Cracovia ne troverete più di una quarantina, per cui avrete ampia scelta e ci sono persone che vivono dell'insegnamento presso tali scuole anche se, essendo un contratto di lavoro a prestazione, non si hanno molte garanzie di continuità.

Buona fortuna a tutti!

domenica 11 maggio 2014

Cosa cercano nel vostro CV i recruiter delle multinazionali


Questa è una domanda che ovviamente va fatta a qualche amico o amica che lavora nel settore. Ecco quindi le risposte:

La disponibilità


La disponibilità si traduce in termini di spazio e tempo. Chi è in Polonia è più facilmente reperibile di chi si trova in Italia, ed in più non avrà ripensamenti dell'ultimo momento nel lasciare il suo luogo d'origine. Chi è poi disponibile in tempi brevi è più interessante di chi sarà pronto tra uno o due mesi: le multinazionali spesso assumono gruppi di lavoratori ed i reclutamenti durano circa un mese, alla fine del quale cercano di avere tutte le posizioni coperte. Ancora una volta, poi, chi è disponibile dopo diverso tempo potrebbe avere contro-offerte o ripensamenti.
Per questo motivo, nel curriculum inseriremo il nostro indirizzo polacco, anche se al momento ci troviamo in Polonia per una durata di tempo limitata. Inseriremo anche il numero di telefono polacco se l'abbiamo, per rendere più semplice la comunicazione e per dimostrare la nostra presenza in loco.


La conoscenza dell'inglese applicata in qualche contesto internazionale


La lingua inglese è la lingua franca delle multinazionali, per cui molta corrispondenza interna ed esterna avviene in questa lingua. Si presuppone quindi che un lavoratore con un basso livello di inglese, anche se assunto come parlante italiano, avrà problemi comunicativi all'interno della ditta.
Il livello minimo con cui presentarsi nel CV è quindi B2 per i ruoli base, mentre per ruoli importanti o per corporazioni estremamente selettive è C1.
Non basta poi aver studiato l'inglese nei libri: chi seleziona il personale cerca esperienze dirette di utilizzo della lingua a scopo comunicativo: erasmus, lavori all'estero, lavori in ambito multiculturale etc.


Precedenti contatti con la Polonia


Chi ha avuto precedenti esperienze con la cultura polacca è probabilmente intenzionato a trasferirsi più o meno stabilmente e ad integrarsi, mentre chi viene per la prima volta potrebbe cercare solo un'esperienza da turista, popolata di festini e di scarso senso della responsabilità.
Dal momento che le ditte investono nell'istruzione del personale, queste cercano ovviamente lavoratori intenzionati a restare. E' un punto fondamentale sia del curriculum che del colloquio, e spesso molte assunzioni dipendono da questo.
Nel curriculum scriveremo quindi le precedenti esperienze avute in terra polacca se ci sono state, come per esempio erasmus, lavori, collaborazioni, o addirittura studi, parti di esami, piccole ricerche. Sono tutti indicatori che descrivono un lavoratore seriamente intenzionato ad integrarsi e a stabilizzarsi.
Se sappiamo qualche parola di polacco, potremmo azzardare a scrivere A1 come conoscenza di questa lingua. Basterebbe quindi completare la lezione base. Dal momento che A1 è il livello minimo e non sufficiente per la comunicazione nessuno sarà interessato a sapere se siamo un A1 alle prime armi o un A1 abbastanza avanzato. Avremo dato tuttavia l'idea di qualcuno seriamente motivato.


Esperienze nello stesso settore




Com'è normale in tutti i campi, ogni ditta cerca personale che abbia già esperienze affini al lavoro che dovrà svolgere. A Cracovia e a Breslavia vi sono molte ditte che si occupano di servizio clienti e contabilità. Saranno queste quindi le parole chiave, e cercheremo nelle altre esperienze il know-how acquisito che si relazioni con queste posizioni.



Una cosa importante: nella stragrande maggioranza dei casi, il vostro curriculum verrà automaticamente cestinato semplicemente perché non avete dato il consenso al trattamento dei vostri dati, e comunicarli, quindi, sarebbe un'irregolarità.
Vi scrivo sia in polacco che in inglese - potete scegliere in base al vostro gusto e alla lingua del vostro CV - la frase obbligatoria da inserire alla fine dei dati che comunicherete alla ditta o all'agenzia interinale:




In polacco:
„Wyrażam zgodę na przetwarzanie moich danych osobowych zawartych w mojej ofercie pracy dla potrzeb niezbędnych do realizacji procesu rekrutacji (zgodnie z Ustawą z dnia 29.08.1997 roku o Ochronie Danych Osobowych; tekst jednolity: Dz. U. z 2002r. Nr 101, poz. 926 ze zm.).”

In inglese:
„I hereby give consent for my personal data included in my offer to be processed for the purposes of recruitment, in accordance with the Personal Data Protection Act dated 29.08.1997 (uniform text: Journal of Laws of the Republic of Poland 2002 No 101, item 926 with further amendments)”

Ho preso queste frasi dall'agenzia di lavoro polacca Kluczdokariery, che letteralmente significa "la chiave della carriera"...speriamo vi sia di buon auspicio!


Quando avete scritto bene il vostro CV potete anche inviarmelo se cercate un lavoro a Cracovia, vi headhunto volentieri: daniele.bottene86(a)gmail.com


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sabato 5 aprile 2014

Dichiarazione dei redditi in Polonia

Ogni individuo che sia presente nel territorio polacco per più di 183 giorni all'anno, o che abbia il centro degli interessi economici o vitali in Polonia, e che ovviamente percepisca reddito deve fare la dichiarazione dei redditi entro il 30 Aprile dell'anno successivo.
Quello che in Italia si chiama CUD in Polonia si chiama PIT, ovvero Personal Tax Declaration.

Entro fine Febbraio i datori di lavoro, non importa il tipo di contratto, devono inviare al lavoratore il PIT, ovvero la versione polacca del CUD, che contiene tutti i dati dei pagamenti versati e delle tasse pagate.
Se il lavoratore ha percepito reddito solo da un datore, non ha altre entrate derivanti dalla famiglia e non è interessato ad eventuali detrazioni può chiedere a questo di compilare lui il suo PIT.

La dichiarazione dei redditi si può compilare sia in formato cartaceo e consegnarla in ufficio entrate che in formato elettronico. Il modello da scegliere per i lavoratori single è il modello PIT-37.

Per compilare il modello cartaceo è possibile scaricarlo qui, dove trovate la versione del PIT-37.

Per scaricare l'applicazione serve Adobat, se non lo si è ancora installato nel computer lo si può scaricare da qui, cliccando "Zainstaluj", il riquadro nero che appare nel quadratino al centro della pagina.
Successivamente si fa click su "Kliknij tutaj", è scritto in grigio subito sopra il riquadro con i simboli dei sistemi operativi.

Una volta scaricato il modello in polacco - non è disponibile la versione inglese - basta compilarlo con i propri dati e trascrivere i dati dei vari PIT ricevuti dai datori di lavoro:

Prima pagina PIT - inserire PESEL
Qui basta scegliere la voce PESEL (il codice fiscale polacco), inserirlo e scrivere nel riquadro bianco l'anno lavorativo, ovvero l'anno scorso.




Scegliere se si è individui single o famiglia

Qui si sceglie se effettuare la dichiarazione dei redditi come individuo singolo, ovvero "indywidualnie" (opzione 1), o come coppia sposata (opzioni 2 e 3) o come genitore single con a carico figli (opzione 4).
Sotto si sceglie se si vuole inviare la dichiarazione dei redditi: "złożenie zeznania" o correggere una dichiarazione inviata precedentemente: "korekta zeznania".




Pagina in cui si richiede di inserire i propri dati anagrafici

Qui troviamo "Dane identyfikacyjne i aktualny adres zamieszkania", ovvero i dati identificativi e l'indirizzo attuale dove si abita.
"Dane podatnika" sono i dati di chi esegue la dichiarazione dei redditi, mentre sotto "dane małżonka" sono i dati del coniuge qualora si effettui la dichiarazione come famiglia.
Ecco i dati identificativi tradotti:
Nazwisko: Cognome
Pierwsze imię: Primo nome
Data urodzenia: Data di nascita
Dzien-miesiąc-rok: giorno-mese-anno
Kraj: stato (Polonia ovviamente)
Województwo: Regione
Powiat: Provincia
Gmina: Municipio
Ulica: Via
Nr domu: Numero di casa
Nr lokalu: Numero del campanello
Miejscowość: Paese o città
Kod pocztowy: Codice postale
Poczta: Città per la corrispondenza postale


Inserire i dati richiesti


Inserire i dati richiesti facendosi aiutare da un madrelingua


Inserire i dati richiesti


Compilare l'ultima parte inserendo un eventuale codice KRS

Qui è possible inserire il codice KRS, ovvero il codie del beneficiario dell'1% dei propri guadagni. Il versamento di questa percentuale è obbligatorio e corrisponde all'8 per mille e al 5 per mille italiani.
Come in Italia, se non si sceglie alcun destinatario la somma va allo stato. Esistono moltissime fondazioni caritatevoli, noi abbiamo deciso di pubblicizzare JEDRKA ROSY, ovvero un ragazzo che ha bisogno di fondi per pagarsi le protesi alle gambe. Basta inserire il codice KRS: 0000031330 e sotto scrivere 1% DLA JEDRKA ROSY (nel riquadro azzurro).


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martedì 4 marzo 2014

Il colloquio di lavoro, i contratti ed il salario

Come avviene il colloquio e come prepararsi

Innanzitutto il primo contatto può avvenire telefonicamente. Sia che siate in Italia, che siate già in Polonia, è bene tenere sempre il cellulare a portata di mano in quanto i candidati che le multinazionali devono esaminare sono tanti, e rigettarne uno perché non risponde al telefono può essere uno dei modi per effettuare una prima scrematura.
Non stupitevi se vi verranno proposti colloqui tramite skype, quindi armatevi di una buona telecamera.
Studiatevi lo sfondo nel quale vi presenterete: meglio un soggiorno che una lavanderia. Tenete a mente poi, senza esserne tuttavia ossessionati, che l'ambiente che vi circonda descrive la vostra personalità. Non bisogna per forza improvvisarsi coreografi, basta levare quello che può compromettere la vostra immagine: poster e calendari di un certo tipo, posaceneri pieni di sigarette, bottiglie di alcolici in vista. La cultura polacca è molto sensibile a quest'ultimo argomento, e quindi non addentratevi mai nei discorsi riguardanti l'alcohool se non dopo aver capito come e con chi poter scherzare. Anche una bottiglia di vino d'annata agli occhi di un polacco potrebbe essere sinonimo di alcolismo.
Quando arriva il momento dell'intervista la puntualità è sempre d'obbligo. Siate pronti con un bel sorriso e, nonostante siate a casa vostra, un bel vestito non guasta. Non guastano nemmeno dei bei pantaloni o delle belle scarpe, non sia mai che voi dobbiate alzarvi durante l'intervista ed esibire ciabatte e pantaloncini corti con sopra una giacca non sarebbe il massimo...
Ricordatevi infine che il gusto polacco rispetto a quello italiano è molto, ma molto più formale. Già a 18 anni i polacchi iniziano a vestirsi in giacca e cravatta per le occasioni speciali.
Cercate infine, con naturalezza, di guardare dritto alla webcam: chi vi vede dall'altra parte avrà l'immagine di voi che lo guardano negli occhi, invece di vedere uno che parla e guarda da un'altra parte.



I tipi di contratto


Nelle fasi avanzate del colloquio, che può dividersi anche in diverse interviste, si parlerà del tipo di contratto.
Ecco un riassunto:

umowa o pracę: contratto di lavoro. Equivale al nostro contratto da subordinato ed include per legge l'assicurazione sanitaria, i giorni di malattia, di vacanza, il fondo pensione ecc. Non aspettatevi però il TFR, che in Polonia non è cosa molto conosciuta.

umowa zlecenia: contratto a progetto. Assomiglia all'equivalente italiano e non include necessariamente assicurazione sanitaria e gli altri benefici. Non vi sono né vacanze né giorni di malattia. A differenza del contratto a progetto italiano, può essere o meno pagato anche ad ore e può equivalere al contratto di lavoro, solo senza benefici extra eccetto il salario.


umowa o dzieło: contratto a copyright. Il prodotto del vostro lavoro è vincolato alla copyright dell'azienda per cui lo producete. Come nel contratto a progetto, non si includono assicurazione sanitaria, vacanza o pensione. Può essere interessante come secondo lavoro, per esempio se lavorate per una scuola di lingue e insegnate per alcune ore alla settimana. Ovviamente è sempre meglio avere prima un contratto di lavoro che via dia qualche certezza.

Di norma, con il contratto umowa o pracę guadagnerete meno netto, ma vi saranno pagati i contributi.

Con gli altri due contratti, e specialmente con il terzo, si tende a chiedere di più, visto che il datore ha meno tasse da pagare e meno obblighi nei vostri confronti.


Il salario in Polonia


Ecco innanzitutto il sito dov'è possibile inserire il salario lordo per calcolare automaticamente il salario netto: calcolatore.

Facendo una statistica tra le diverse ditte, il salario che tendono ad offrire dipende dalla città e dalla lingua che si parla, oltre alle precedenti esperienze lavorative.
A Varsavia tendono a pagare un po' di più che a Cracovia o a Breslavia, ma la vita è più costosa.

Il salario base di un bracciante polacco è circa 1700 PLN lordi, ovvero 1250 PLN netti circa.
Un manovale specializzato polacco guadagna circa 3500 zloty lordo, ovvero circa 2500 PLN netto.

Per gli stranieri europei la situazione non è però poi così male, in quanto è possibile guadagnare molto di più degli stessi autoctoni.
Come regola generale per una posizione base a Cracvia o a Breslavia come parlanti italiani si parte con 4000 PLN lordi negoziabili, che nel caso della prima esperienza lavorativa possono scendere a 3500 PLN lordi.
Conviene ad ogni modo iniziare prima possibile, in quanto vi sono poi corporazioni che possono offrire 5500 PLN lordi per lavoratori con precedenti esperienze presso multinazionali simili o concorrenti. La posizione non sarà ovviamente un ruolo di base.

mercoledì 31 luglio 2013

L'offerta lavorativa in Polonia

Il trasferimento di ditta italiane in Polonia ed un piccolo headhunting personale

Citiamo solo la FIAT per fare un triste esempio di questo fenomeno, ma un articolo ancora più significativo lo offre direttamente La Repubblica.
Il lavoro del resto non sparisce, semmai si sposta altrove, e in certi casi si rende necessario seguirlo.
Per quelli disposti a trasferirsi quindi in terra polacca, che parlino almeno l'inglese ed un'altra lingua europea (il Polacco non è obbligatorio) lascio in primis il mio indirizzo e-mail: daniele.bottene86(a)gmail.com. La chiocciola è criptata per evitare spam.
Da parte mia farò il possibile per farvi arrivare qualche offerta, anche perché lavorando in una multinazionale non ho problemia fare headhunting.
Altre possibili opportunità lavorative le trovate di seguito.


Le Multinazionali

Diverse multinazionali hanno aperto e stanno tutt'ora aprendo una sede in Polonia. Qui è molto comune l'outsourcing - ovvero lavori come contabilità, call center e servizio clienti da parte di madrelingua. Basta intanto parlare italiano ed inglese, visto che quest'ultima è la lingua franca delle multinazionali; ovviamente sapere il polacco resta sempre un vantaggio competitivo, oltre a renderci la vita più facile quando, dopo il lavoro, avremo bisogno di soddisfare le nostre esigenze primarie...


Le piccole e medie imprese

Per quanto riguarda le imprese di piccole e medie dimensioni, il polacco non sarà più per voi un optional, ma un must: in una ditta di polacchi uno che parla solo inglese rallenterebbe la comunicazione.
A meno che non siate già dei maestri della lingua, vi consiglio di bussare alla porta delle multinazionali, che non sono molto restie ad aprirvela.


Dove mandare il Curriculum?

Potete iniziare iscrivendovi nelle varie agenzie interinali polacche.
Quando ci si affida ad un'agenzia di lavoro ovviamente è difficile saper con chi si ha a che fare in partenza; qualche consiglio utile:


  • un'agenzia seria non chiede soldi per la prestazione: otterrà la sua parte dal datore di lavoro, una volta svolto il proprio dovere. Pagare per finire in una lista d'attesa non ha senso.
  • nessuno offre superstipendi a neolaureati, a disoccupati o a persone con una scarsa esperienza pregressa.
  • non è maleducazione chiedere il contratto in anticipo, anche perché chi si trasferisce deve avere un minimo di sicurezza ed un'occupazione ben definita.
  • Vi sono agenzie che sono delle vere e proprie multinazionali, e con le quali avrete avuto a che fare anche in Italia, altre che non avrete mai sentito e che quindi dovrete "studiarvi" prima di affidarvi a loro. In primis consiglio un gruppo Facebook: Italiani in Polonia, offerte di lavoro - Italians in Poland, job offers. Fatemi pure domande su di loro che poi gliele rigiro.
  • Se volete affidarvi ad agenzie interinali, eccovi le piu' famose: GiGrouptrenkwalder, Kelly Service.
Stranamente, avrete buone probabilità che alcune di queste vi rispondano!

Un'altra strada che potete percorrere, come accennato sopra, è quella di rivolgervi a dipendendi delle multinazionali che già vi lavorano e che possono inviare il vostro CV. Vi aiuteranno volentieri in quanto, qualora voi abbiate i prerequisiti che cerca l'azienda e passiate il colloquio, chi vi ha presentato riceverà un bel bonus che può arrivare anche a cifre considerevoli.

Se non conoscete persone che possono aprirvi la strada, potete sempre provare con portali quali linkedin; ho sentito addirittura di gente reclutata tramite couchsurfing.
Se vi serve qualche traduzione di frasi potete infine consultare bab.la.


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venerdì 28 giugno 2013

Sistemarsi dopo aver trovato lavoro

Cosa è necessario sapere quando si è ottenuto il contratto


Il PESEL


Il Pesel è l'equivalente del codice fiscale italiano.
Un italiano che lavori all'estero dovrebbe, entro i 3 mesi, farne richiesta.
Essendo un Italiano un cittadino europeo, la richiesta sarà praticamente una formalità in quanto è sancito il diritto per i cittadini europei di lavorare e risiedere nei differenti stati della comunità.
Secondo la legge polacca entrata in vigore il 1 Gennaio 2013 sono necessari pochi passi per ottenerlo (verosimilmente due):
  • ottenere il permesso di lavoro nell'ufficio della regione, presentando un regolare contratto di affitto o, nel caso siate ospiti, chiedere al vostro ospitante di andare e dichiarare che vi ha a suo carico.
  • registrare la residenza presso il comune di appartenenza, in principio si doveva prima chiedere la residenza per i 3 mesi, poi far domanda nell'ufficio della regione e poi estendere il permesso; ora sembra basti un solo permesso.

Le ferie ed il certificato di lavoro

Le ferie in Polonia sono conteggiate in base all'anzianità.
Si parte da una base di 20 giorni feriali per arrivare a 26 dopo 10 anni di lavoro subordinato: non si contano gli anni lavorati con contratto a progetto, con lavoro occasionale etc.
Negli anni di lavoro sono conteggiati anche gli anni di studio in base alla qualifica ottenuta. Di seguito si cerca di adattare lo schema polacco al sistema educativo italiano:
  • liceo, istituto tecnico etc. per un massimo di 3 o 5 anni.
  • laurea: 8 anni
Chi ha ottenuto la laurea quindi ha bisogno di altri due anni lavorativi per ottenere i 26 giorni di ferie per anzianità, chi ha ultimato le superiori ha bisogno di 5 anni di lavoro e chi ha fatto solo i primi 3 anni deve farne 7.
Quando ci si presenta ad un datore è possibile e probabile che questo ci richieda una documentazione specifica.
Nel caso di diplomi e lauree è sufficiente esibire l'attestato.
Nel caso degli anni di lavoro viene di solito richiesto un certificato di lavoro. In Italia è un diritto del lavoratore richiedere al proprio ex datore il certificato di lavoro anche a distanza di anni - si parla di circa 10 anni dalla data dell'interruzione del rapporto di lavoro.
In Italia ovviamente la maggiorparte dei datori non sa nemmeno cosa sia tale certificato. Conviene quindi far presente che è un diritto del lavoratore e, per agevolare il datore, conviene anche preparare a volte una bozza per dar qualche indicazione.
In Svizzera il certificato di lavoro è ben regolamentato, come documenta questo sito: ch. In Italia sarebbe carino se un datore rilasciasse un certificato simile, ma in alternativa si può presentare una bozza di questo tipo:

Data:

Il sottoscritto ... dichiara di aver avuto alle proprie dipendenze il Sig./la Sig.ra ... nato/a il ... e residente a ... con le seguenti mansioni:
dal giorno ... al giorno ... con la mansione di ...
dal giorno ... al giorno ...con la mansione di ...

Timbro e firma


I contributi previdenziali

Tra Italia e Polonia esistono specifici accordi secondo i quali i contributi previdenziali versati in Italia e quelli versati in Polonia si sommano al momento della pensione.
Si parla in questo caso di totalizzazione dei contributi: non sarà uno stato che li trasferisce all'altro ma ognuno contribuirà secondo quanto dovuto.
Ogni anno lavorato in Polonia è conteggiato negli anni necessari all'età pensionabile.


Registrarsi come italiano all'estero


Di seguito il sito dell'ambasciata italiana a Varsavia: Contributi italiani ed il sito del Ministero degli Affari Esteri che parlano della materia.
Secondo il regolamento, un cittadino italiano dopo i 12 mesi dovrebbe registrarsi come italiano all'estero. Le sanzioni o le penalizzazioni per chi non ottemperi all'obbligo non sono tuttavia chiare. Si riporta quindi sotto un riassunto di quanto appreso.
Registrandosi all'A.I.R.E., ovvero all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero, il cittadino italiano perde il diritto alla sanità italiano, metre guadagna la possibilità di votare all'estero, di rinnovare la carta d'identità, il passaporto e la patente di guida. Per rinnovare i documenti di identità è necessario rivolgersi all'ambasciata di Varsavia in quanto non è più possibile, secondo leggi vigenti, farlo in consolato.




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